Linux è completamente bloccato? Non spegnete dal pulsante, esiste REISUB

Aveva Linux, ma un giorno si bloccò tutto

Per quanto possa essere raro, può effettivamente esistere la possibilità di un freeze del nostro sistema GNU/Linux. Specialmente se utilizziamo distribuzioni un po’ instabili.

Quando non funziona più niente, quando lo schermo resta fisso, quando tutto sembra perduto, ecco che i winari tengono premuto per qualche secondo il pulsante fisico del PC finché non si spegne bruscamente (o staccano proprio la spina). La soluzione è efficace, peccato che sia pericolosa: possiamo seriamente rischiare di danneggiare i componenti del computer, primo dei quali il disco rigido (ne so qualcosa).

Lo portò all’amico nerd, che lo riparò.

Fortunatamente, chi utilizza distribuzioni Linux ha a disposizione una soluzione per spegnere il computer assicurandosi che non possano verificarsi danni. La combinazione di tasti Magic SysRq permette di comunicare direttamente con il kernel. Tra le varie cose, ci permette di terminare i vari processi in esecuzione e di smontare tutti i filesystem prima di spegnere il computer.

Utilizzarlo è semplicissimo: ogni lettera della tastiera corrisponde a un comando. Premendo in combinazione ad esempio i tasti ALT + R SIST + E, si fa in modo di terminare tutti i processi attivi (tranne init). Notare che la denominazione del tasto R SIST può variare (ad esempio potreste avere un “Sys Rq“), e che all’interno di alcuni ambienti grafici è necessario aggiungere, all’inizio della combinazione, il tasto CTRL (quindi, CTRL + ALT + R SIST + E).

Non ci resta che eseguire la giusta sequenza di lettere per arrestare il sistema nei casi di freeze: R, E, I, S, U, B. In altre parole, REISUB.

unRaw      (take control of keyboard back from X),
 tErminate (send SIGTERM to all processes, allowing them to terminate gracefully),
 kIll      (send SIGKILL to all processes, forcing them to terminate immediately),
  Sync     (flush data to disk),
  Unmount  (remount all filesystems read-only),
reBoot.

E grazie a REISUB, si tinse i capelli e poté continuare a chattare nel parco.

Per non dimenticarla, è anche possibile pensare alla parola inglese “busier” (più occupato), che rovesciata va a formare il nostro “reisub”.

 

Immagini: adamr, Ambro, Michal Marcol.

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