Ciao ciao openSUSE (le mie prime esperienze con questa distro)

Mi ero rotto dei continui crash di Kubuntu, e lo stop ai finanziamenti ha contribuito a farmi fare quello che ho fatto. Ovvero, installare openSUSE 12.1.

Faccio partire l’installazione, il processo è davvero ben fatto. Magari non proprio adatto ai non-nerd, ma la quantità di opzioni selezionabili nell’installer di openSUSE fa venire la bava alla bocca solo a pensarci. E poi quel verde è bello.

Comunque, ad installazione terminata, vado a fare il login e scopro che l’hostname è stato messo a caso. In effetti non me l’aveva chiesto. Uhm…

Ignoro la cosa e vado a esplorare il desktop. Inizio a sentirmi molto a disagio a causa del “tapping” del touchpad che non funziona. Vado nelle impostazioni di sistema, ma ci sono soltanto settaggi riguardanti il mouse. Siccome volevo evitare soluzioni nerd, mi informo su come farlo graficamente e va a finire che decido di installare synaptiks con un bel

sudo zypper install synaptiks

Zypper mi risponde scortese:

PackageKit sta bloccando zypper. Questo succede se si ha in esecuzione l’applet dell’aggiornatore o un’altra applicazione per la gestione dei programmi che usa PackageKit.

Smadonnando smadonnando va a finire con un “sudo killall packagekitd”, che non so quanto sia salutare. Riesco a installare synaptiks e mi godo il tapping. Ma tutto questo mi aveva distratto da un altro problema: il sistema è tutto in inglese. Non che me ne freghi molto, ma visto che sono in Italia mi piacerebbe avere openSUSE in italiano. Clicco ovunque ma non c’è verso di installare la lingua italiana in maniera grafica. Escono fuori errori di ogni tipo, che sembrano partoriti dalle fantasie più perverse di Linus Torvalds.

Ci rinuncio.

Decido quindi di dedicarmi a cose semplici, come mostrare la barra dei menu in Dolphin. Ci provo e Dolphin crasha. Ci provo di nuovo, e il delfino si suicida ancora. Boh. Provo con la combinazione di tasti CTRL+M, e tutto funziona.

Apro Firefox e i font fanno schifo. Su Kubuntu riuscivo a sistemarli senza problemi, qui no. Sullo sfondo crasha Plasma, che evidentemente era sprofondato nella vergogna: una lentezza incredibile, scatti ovunque, “glitch” come non mai.

Vabbè dai, provo a installare VLC. Vado da qualche parte nelle preferenze, trovo un coso che cerca pacchetti installabili, inserisco “vlc” e quello mi restituisce “404”. Provo da terminale e in effetti VLC non è nei repository (????). Allora provo a cercare altri programmi a caso tramite la GUI, ma qualsiasi cosa scrivo esce “404”. Eppure quelli nei repository c’erano per forza.

Va a finire che scopro l’unico aspetto positivo: il “1-click install”. Ad esempio, andando qui troviamo l’ultimissima versione di VLC da installare con 1 click. Durante il processo possiamo scegliere di mantenere o meno il repository.

Anzi, tra gli aspetti positivi c’è anche il grande numero di utility grafiche per configurare qualsiasi cosa, ad esempio ho trovato tra le opzioni una finestra per configurare sudo.

Ma, come potete immaginare, dopo questa esperienza sono immediatamente tornato a Kubuntu. È un peccato, perché openSUSE è una bella distro, soltanto che non ha i requisiti di stabilità e usabilità che mi servono. Sicuramente la installerò su un pc secondario, in modo da usarla in attesa di una versione matura… che installerò sul mio sistema principale.

2 pensieri su “Ciao ciao openSUSE (le mie prime esperienze con questa distro)

  1. Molto superficiale direi,mi spiego meglio.
    Nell’istaller se despunti la configurazione automatica puoi decidere l’hostname,che tipo di configurazione deve avere la rete,partizionare l’HD, il tipo di desktop che vuoi usare e tanto altro.
    Una volta avviato il sistema basta andare in YAST “ovvero il pannello di controllo che ti permette di fare quasi tutto, cosa che nessuna altra distribuzione ha” e tu mi vieni a dire che l’unica cosa buona che hai trovato 1clik…..Torna a windows che è meglio.

  2. In genere non mi piace insultare i miei lettori, ma… cosa non ti è chiaro della frase “Anzi, tra gli aspetti positivi c’è anche il grande numero di utility grafiche per configurare qualsiasi cosa”?

    E di “la quantità di opzioni selezionabili nell’installer di openSUSE fa venire la bava alla bocca solo a pensarci”?

    Il risultato della mia esperienza è che OpenSUSE non è intuitivo come mi aspettavo. È potente, è valido, ma non intuitivo e immediato da usare. Se avessi voluto qualcosa che mi facesse perdere tempo, sarei andato su Arch. Ma come ho spiegato, non è la mia situazione.

    Se nell’installer non ho trovato l’opzione per cambiare l’hostname… è perché non mi è stata proposta, mentre mi aspettavo che me la chiedesse (come fanno il 90% dei sistemi operativi). Non ho pensato minimamente di andare nelle opzioni avanzate.

    YAST, inoltre, è abbastanza caotico.

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