How to get the nVidia Optimus card working on the Zenbook UX32VD (Ubuntu 12.04/12.10)

NOTE: This guide assumes that your bios version is 211 or higher. If you haven’t already done it, download the update from here.

If you’re on Ubuntu 13.04, see here.

1) Upgrade your kernel to version 3.5.2 (or, presumably, newer). Assuming we’re dealing with a 64-bit system:

$ mkdir /tmp/new_kernel
$ cd /tmp/new_kernel
$ wget http://kernel.ubuntu.com/~kernel-ppa/mainline/v3.5.2-quantal/linux-headers-3.5.2-030502-generic_3.5.2-030502.201208151151_amd64.deb
$ wget http://kernel.ubuntu.com/~kernel-ppa/mainline/v3.5.2-quantal/linux-headers-3.5.2-030502_3.5.2-030502.201208151151_all.deb
$ wget http://kernel.ubuntu.com/~kernel-ppa/mainline/v3.5.2-quantal/linux-image-3.5.2-030502-generic_3.5.2-030502.201208151151_amd64.deb
$ wget http://kernel.ubuntu.com/~kernel-ppa/mainline/v3.5.2-quantal/linux-image-extra-3.5.2-030502-generic_3.5.2-030502.201208151151_amd64.deb
$ sudo dpkg -i *.deb

2) Reboot

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Come far funzionare la scheda nVidia Optimus sullo Zenbook UX32VD (Ubuntu 12.04/12.10)

NOTA: questa guida assume che la versione del bios sia 211 o superiore. Se non l’hai ancora fatto, scarica l’aggiornamento da qui.

1) Aggiornare il kernel alla versione 3.5.2 (o, presumibilmente, successiva). Presumendo di avere a che fare con un sistema a 64 bit:

$ mkdir /tmp/new_kernel
$ cd /tmp/new_kernel
$ wget http://kernel.ubuntu.com/~kernel-ppa/mainline/v3.5.2-quantal/linux-headers-3.5.2-030502-generic_3.5.2-030502.201208151151_amd64.deb
$ wget http://kernel.ubuntu.com/~kernel-ppa/mainline/v3.5.2-quantal/linux-headers-3.5.2-030502_3.5.2-030502.201208151151_all.deb
$ wget http://kernel.ubuntu.com/~kernel-ppa/mainline/v3.5.2-quantal/linux-image-3.5.2-030502-generic_3.5.2-030502.201208151151_amd64.deb
$ wget http://kernel.ubuntu.com/~kernel-ppa/mainline/v3.5.2-quantal/linux-image-extra-3.5.2-030502-generic_3.5.2-030502.201208151151_amd64.deb
$ sudo dpkg -i *.deb

2) Riavviare

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Ubuntu Linux e ASUS Zenbook UX32VD: come siamo messi?

Ultimo aggiornamento: 26/12/2012

Ho da poco acquistato un nuovo notebook – o meglio, ultrabook – e ci ho già messo Ubuntu. Si tratta dello Zenbook UX32VD di ASUS, un ultrabook compatto e leggero ma con buonissime prestazioni. Essendo recentissimo, sappiamo che la compatibilità con Linux potrebbe avere qualche problema. Se siete alla ricerca di un buon portatile per il pinguino, allora, vediamo come questa macchina si comporta con Ubuntu 12.041.

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Note:
  1. O il contrario… vabbè []

Screenshot in anteprima di Gnome Nautilus 4.0

“Siccome c’erano troppi bug da risolvere” – hanno dichiarato gli sviluppatori – “abbiamo avuto una idea rivoluzionaria: rimuovere tutte le feature non indispensabili. Dopotutto un file manager serve per navigare tra i file, giusto? Proprio per questo motivo volevamo anche togliere il supporto alle cartelle, ma poi abbiamo deciso di non farlo visto che le icone colorate che stiamo usando ci piacevano tanto”.

Impronte digitali su Ubuntu, per “VFS301 Fingerprint Reader”

Sul mio HP Pavilion dv3-2020el è presente un lettore di impronte digitali. Su Windows viene utilizzato il software DigitalPersona, mentre fino ad ora su Linux non avevo trovato neanche un driver.

Per verificare se il vostro dispositivo è uguale al mio, controllate l’output del comando “lsusb”. Dovrebbe comparire una riga simile alla seguente:

ID 138a:0005 Validity Sensors, Inc. VFS301 Fingerprint Reader

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Mettete Linux per ridare vita ai vecchi PC! Ma anche no.

L’avrete sentito tutti, sul web e in giro ai vari Linux Day: con Linux il vostro vecchio pc abbandonato in cantina riprende vita!

Sebbene la cosa sia (quasi sempre) vera, non mi sembra il modo migliore di pubblicizzare le distribuzioni pinguiniche. Involontariamente, la gente sta facendo cattiva pubblicità al proprio sistema operativo preferito, facendolo passare per il cesso rivale di Windows 95.

I sistemi Linux hanno innumerevoli vantaggi, ed è stupido fermarsi alla capacità di girare su hardware vecchio. Bisognerebbe invece concentrarsi sul mostrare le differenze – positive e negative – rispetto al diffusissimo Windows.

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Accedere in scrittura a una partizione HFS+ Journaled da Linux

Molto sconsigliato ma molto semplice, anche se molto strano seppur molto logico.

sudo apt-get install hfsplus hfsprogs hfsutils
sudo fsck.hfsplus -f /dev/XXX
sudo mount -t hfsplus -o force /dev/XXX /mnt

In pratica, prima di montare la partizione, dobbiamo eseguire un fsck forzato. L’ho detto che era strano.

L’importanza dell’open source nei software di sistemi critici

Vi lascio un discorso di Karen Sandler sull’importanza dell’open nella vita di tutti i giorni. Addirittura i dispositivi per la salute e la vita, come quelli di supporto al cuore che anche Karen possiede, utilizzano un approccio “security through obscurity” e possono essere controllati a distanza da hacker come più volte dimostrato.

Le aziende si rifiutano di mostrare il codice. Non stiamo parlando della prossima versione di Microsoft Word o di Photoshop. Stiamo parlando di automobili, pacemaker, e molto altro.

Vi consiglio davvero la visione della prima metà di questo video.

Notepadqq, il notepad++ per linux, è adesso su github

La farò breve: se siete programmatori, vi invito a dare un’occhiata al sorgente di notepadqq qui su github. Siccome ha bisogno di affetto e di funzionalità, potete forkarlo quanto volete e sarò felice di integrare le vostre modifiche via github.

Il progetto è Qt, e non c’è niente di particolarmente complicato. Per qualsiasi cosa, comunque, potete scrivere a danieleds0@gmail.com.

O potete anche aggiungere un commento a questa pagina.

O a qualsiasi altra pagina.

Ciao ciao openSUSE (le mie prime esperienze con questa distro)

Mi ero rotto dei continui crash di Kubuntu, e lo stop ai finanziamenti ha contribuito a farmi fare quello che ho fatto. Ovvero, installare openSUSE 12.1.

Faccio partire l’installazione, il processo è davvero ben fatto. Magari non proprio adatto ai non-nerd, ma la quantità di opzioni selezionabili nell’installer di openSUSE fa venire la bava alla bocca solo a pensarci. E poi quel verde è bello.

Comunque, ad installazione terminata, vado a fare il login e scopro che l’hostname è stato messo a caso. In effetti non me l’aveva chiesto. Uhm…

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