Uno dei problemi di KDE

KDE sarebbe un desktop attraente. O meglio, lo è. Per i primi 10 minuti.

Peccato per la poca attenzione ai dettagli grafici, che messi a confronto con un desktop progettato graficamente bene come quello di Windows 7 assumono una schifosità disumana. In genere, lo slogan di KDE è qualcosa come “appiccichiamo tutto”.

Non c’è paragone. Windows 7 è oggettivamente più bello, e non è strano visto che è stato prodotto da un’azienda motivata e con tanti $$$. Ma accidenti, anche il mondo open può fare di meglio. Deve fare di meglio, perché questo desktop sarà anche usabile per noi cantinari… ma di certo farà storcere il naso ai molti utenti “normali” che danno grande importanza alla prima impressione.

Qualcuno mi prenderà per pazzo, ma sostengo che se l’80% degli sforzi del progetto fosse temporaneamente spostato sul fattore “estetica”… KDE otterrebbe una notevole impennata.

KDE, Unity, GNOME Shell e Fallback Mode a confronto da chi li ha provati (prossimamente)

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Un titolo più lungo non potevo sceglierlo.

In questi ultimi tempi, nel mondo del software libero spunta spesso qualcuno sostenendo che “Unity fa cagare” e che magari “GNOME Shell è superiore”. O il contrario. Oppure, non mancano mai i fedeli utenti KDE secondo cui “se non usi KDE sei un coglione”. Come non citare poi i nostalgici: “senza GNOME 2.x non sarete efficienti e perderete ore di lavoro per muovervi tra le fottute finestre!”

Ora, dov’è il problema? Il problema è che si sparano affermazioni senza magari aver mai provato per più di 10 minuti il desktop che a noi sembra far così schifo. Diventa più una questione di tifoseria che di giudizio: a me piace Unity perché era già installato quindi dev’essere il migliore, a lui piace KDE perché KDE è quello che usano i veri “power user”, all’altro piace GNOME Shell perché “GNOME ha sempre ragione, voi non capite niente”, e così via.

Questo è un comportamento che non porta da nessuna parte, ritengo più interessante invece mettere a confronto i vari ambienti per scoprirne le maggiori divergenze e scegliere quello che è più adatto al nostro tipo di utilizzo del PC1. Continua a leggere

Note:
  1. o del tablet? []

Recensione di KDE su Ubuntu 11.10 per i fissati di GNOME o Unity

Ogni tanto mi capita di installare KDE sopra GNOME per poi puntualmente pentirmene qualche ora dopo, e ritrovarmi a rimuovere tutte le dipendenze lasciate in giro per il sistema mentre mi punisco fisicamente e prometto di non farlo mai più.

Ultimamente l’ho rifatto. KDE 4.7.2 su Ubuntu 11.10, installato tramite il pacchetto kubuntu-desktop. Probabilmente è la prima volta che non lo disinstallo… almeno fino alla prossima release di Unity (LTS).

Oxygen e il – fottuto – padding!

Come più volte ricordato da felipe su Pollycoke, agli utenti con un minimo di gusto estetico non dispiacerebbe avere qualche maledetto pixel intorno ai pulsanti. E non dispiacerebbe nemmeno avere delle interfacce con gli elementi allineati tra di loro. Sarà chiedere troppo?

Eppure sono anni che nessuno si muove… un vero peccato.

Ottimo invece il resto del tema Oxygen. Molto bello e secondo me migliore, sotto certi aspetti, di Ambiance e in genere di tutti i temi GNOME comunemente usati: troppo obesi e con un colore dominante che sa di vecchio.

L’ombra blu di Oxygen intorno alle finestre col focus, poi, è e sarà sempre una cosa inutile ma infinitamente bella.

Preferivo però le icone del vecchio Oxygen. Continua a leggere

Ripristinare puntatore e boot screen di Ubuntu dopo aver installato kubuntu

Se vi è capitato di installare pacchetti come kubuntu-desktop per affiancare KDE al vostro Gnome, avrete notato che il boot screen e il puntatore predefinito vengono modificati in quelli di kubuntu. E non è bello.

Vediamo prima come ripristinare il boot screen di default di Ubuntu, che nell’ultima versione utilizza plymouth al posto di usplash.

sudo update-alternatives --config default.plymouth

Verrà mostrato un elenco di scelte possibili, da cui sceglieremo quella che preferiamo, e confermeremo con invio. I risultati dovrebbero essere immediatamente visibili già al primo arresto del sistema.

Per ripristinare il puntatore, invece:

sudo update-alternatives --config x-cursor-theme

Anche qui dovremo scegliere quale cursore utilizzare. Attualmente, il cursore predefinito di ubuntu è “DMZ-White/cursor.theme”. Per vedere applicato l’effetto dobbiamo riavviare il sistema, ma basta anche un riavvio di gdm, perciò possiamo cavarcela con

sudo /etc/init.d/gdm restart

È tutto.