Accedere in scrittura a una partizione HFS+ Journaled da Linux

Molto sconsigliato ma molto semplice, anche se molto strano seppur molto logico.

sudo apt-get install hfsplus hfsprogs hfsutils
sudo fsck.hfsplus -f /dev/XXX
sudo mount -t hfsplus -o force /dev/XXX /mnt

In pratica, prima di montare la partizione, dobbiamo eseguire un fsck forzato. L’ho detto che era strano.

Notepadqq, il notepad++ per linux, è adesso su github

La farò breve: se siete programmatori, vi invito a dare un’occhiata al sorgente di notepadqq qui su github. Siccome ha bisogno di affetto e di funzionalità, potete forkarlo quanto volete e sarò felice di integrare le vostre modifiche via github.

Il progetto è Qt, e non c’è niente di particolarmente complicato. Per qualsiasi cosa, comunque, potete scrivere a danieleds0@gmail.com.

O potete anche aggiungere un commento a questa pagina.

O a qualsiasi altra pagina.

Ciao ciao openSUSE (le mie prime esperienze con questa distro)

Mi ero rotto dei continui crash di Kubuntu, e lo stop ai finanziamenti ha contribuito a farmi fare quello che ho fatto. Ovvero, installare openSUSE 12.1.

Faccio partire l’installazione, il processo è davvero ben fatto. Magari non proprio adatto ai non-nerd, ma la quantità di opzioni selezionabili nell’installer di openSUSE fa venire la bava alla bocca solo a pensarci. E poi quel verde è bello.

Comunque, ad installazione terminata, vado a fare il login e scopro che l’hostname è stato messo a caso. In effetti non me l’aveva chiesto. Uhm…

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Uno dei problemi di KDE

KDE sarebbe un desktop attraente. O meglio, lo è. Per i primi 10 minuti.

Peccato per la poca attenzione ai dettagli grafici, che messi a confronto con un desktop progettato graficamente bene come quello di Windows 7 assumono una schifosità disumana. In genere, lo slogan di KDE è qualcosa come “appiccichiamo tutto”.

Non c’è paragone. Windows 7 è oggettivamente più bello, e non è strano visto che è stato prodotto da un’azienda motivata e con tanti $$$. Ma accidenti, anche il mondo open può fare di meglio. Deve fare di meglio, perché questo desktop sarà anche usabile per noi cantinari… ma di certo farà storcere il naso ai molti utenti “normali” che danno grande importanza alla prima impressione.

Qualcuno mi prenderà per pazzo, ma sostengo che se l’80% degli sforzi del progetto fosse temporaneamente spostato sul fattore “estetica”… KDE otterrebbe una notevole impennata.

Recensione di KDE su Ubuntu 11.10 per i fissati di GNOME o Unity

Ogni tanto mi capita di installare KDE sopra GNOME per poi puntualmente pentirmene qualche ora dopo, e ritrovarmi a rimuovere tutte le dipendenze lasciate in giro per il sistema mentre mi punisco fisicamente e prometto di non farlo mai più.

Ultimamente l’ho rifatto. KDE 4.7.2 su Ubuntu 11.10, installato tramite il pacchetto kubuntu-desktop. Probabilmente è la prima volta che non lo disinstallo… almeno fino alla prossima release di Unity (LTS).

Oxygen e il – fottuto – padding!

Come più volte ricordato da felipe su Pollycoke, agli utenti con un minimo di gusto estetico non dispiacerebbe avere qualche maledetto pixel intorno ai pulsanti. E non dispiacerebbe nemmeno avere delle interfacce con gli elementi allineati tra di loro. Sarà chiedere troppo?

Eppure sono anni che nessuno si muove… un vero peccato.

Ottimo invece il resto del tema Oxygen. Molto bello e secondo me migliore, sotto certi aspetti, di Ambiance e in genere di tutti i temi GNOME comunemente usati: troppo obesi e con un colore dominante che sa di vecchio.

L’ombra blu di Oxygen intorno alle finestre col focus, poi, è e sarà sempre una cosa inutile ma infinitamente bella.

Preferivo però le icone del vecchio Oxygen. Continua a leggere

Come convincere una persona a passare a Ubuntu Linux

Se state leggendo questo post, significa che probabilmente state già utilizzando Ubuntu e avete questo desiderio profondo e irresistibile di far abbandonare Windows a molti dei vostri conoscenti.

E questo post… serve a frenarvi un po’ e a evitare imbarazzanti problemi. Ma al termine della lettura spero che vi sarà più chiaro come convincere gli altri a usare quest’ottimo sistema operativo1.

Vorrei iniziare con un esempio errato, da non seguire. Continua a leggere

Note:
  1. E parlo di Ubuntu perché è la distribuzione più diffusa e semplice per gli utenti poco informatizzati []

Notepadqq: nuovo PPA per la versione Linux di Notepad++

La nuova icona. E c'è anche vettoriale!

Questi ultimi giorni li ho passati esplorando l’infinità di Launchpad, il famoso progetto di Canonical che offre un punto di riferimento a migliaia di software, specialmente open source.

Qualche settimana fa ho provato a creare un PPA per ospitare i pacchetti di Notepadqq, quel software che mira a creare una versione di Notepad++ eseguibile sui nostri sistemi Linux1. Avrete notato che ce l’ho fatta con successo, lo scoglio più grande è stato quello di capire come strutturare un processo di creazione dei pacchetti DEB che fosse efficiente, ma poi ho capito che mi sto dilungando troppo ed è meglio se passo alle informazioni importanti.

Per farla breve, insomma, mi sono messo a creare su Launchpad un progetto relativo a Notepadqq. Poi, non contento, ho creato anche un team per Notepadqq (il cui fantasioso nome è “Notepadqq Team“). Di conseguenza non potevo certo lasciare il PPA sul mio account personale… ora è posseduto dal team.

Detto in altre parole2: sudo add-apt-repository ppa:notepadqq-team/notepadqq

E adesso abbiamo anche un bel bug tracker che funziona a meraviglia. Per non parlare delle traduzioni fornite dalla comunità3. Devo ancora capire come funzionano metà delle cose, ma sono stupito in positivo.

Ora non resta che continuare lo sviluppo.

Note:
  1. “GNU/Linux” è antipatico da dire []
  2. Per la serie: intero articolo riassunto in una riga []
  3. In realtà devo ancora trovare il modo di far funzionare questa cosa []

Notepadqq: Notepad++ per Linux ha un suo PPA!

Aggiornamento 2011/04/13 – Aggiornato l’indirizzo del PPA.

Ho appena terminato di mettere a punto il PPA per notepadqq: https://launchpad.net/~danieleds0/+archive/notepadqq https://launchpad.net/~notepadqq-team/+archive/notepadqq (e aggiunto il progetto su Launchpad).

Per aggiungere il PPA alla nostra distribuzione Ubuntu, possiamo procedere aggiungendo le seguenti linee alle sorgenti software del sistema:

deb http://ppa.launchpad.net/notepadqq-team/notepadqq/ubuntu versione_ubuntu main
deb-src http://ppa.launchpad.net/notepadqq-team/notepadqq/ubuntu versione_ubuntu main

(dove al posto di “versione_ubuntu” dovrete inserire, ad esempio, “maverick” o “natty”)

o, più semplicemente, eseguendo il comando sudo add-apt-repository ppa:notepadqq-team/notepadqq.

Dopo aver aggiornato la lista dei pacchetti, possiamo quindi andare a installare il pacchetto notepadqq :-)

Elementary: una distribuzione Linux molto Mac-style

C’è a chi fa schifo e c’è a chi piace, io personalmente mi schiero a metà. Si parla di Elementary, probabilmente un nome che conoscerete in quanto famoso tema per GNOME, nonché leggero set di icone. Quei simpaticoni degli sviluppatori hanno poi deciso di creare un sistema operativo basato su questo tema, anche attraverso applicazioni scritte ad-hoc.

Ora, è abbastanza evidente che l’ispirazione è puramente macaca, e questo potrebbe essere sia un bene che un male. Non che me ne freghi molto, ma comunque è brutto che non si cerchi di innovare e si punti piuttosto a scopiazzare.

D’altro canto, Apple produce delle interfacce grafiche sicuramente accattivanti, e questo potrebbe essere un modo per avvicinare sempre più persone a GNU/Linux. Continua a leggere