Ubuntu 12.04 e il futuro dei menu

Due giorni fa il famoso astronauta ha aggiornato il suo blog con un articolo che introduce HUD (Head-Up Display), ovvero un innovativo sistema di accesso ai menu delle applicazioni che, si spera, arriverà in Precise Pangolin.

Si tratta di digitare in una sorta di casella di ricerca quello che ci serve, e il sistema se ne uscirà suggerendoci le voci di menu più adatte. Niente male. Siccome oggi non ho troppa voglia di scrivere vi rimando al post originale di Shuttleworth (c’è anche un video)… voglio solo sottolineare che questa roba si attiverà alla pressione del tasto ALT, sarà compatibile con tutte le applicazioni compatibili con global-menu (quindi anche qt, firefox, ecc) e soprattutto che i vecchi menu sono ancora lì al loro posto, per chiunque volesse continuare a usarli.

Fine.

Le criticabili scelte di Unity… vediamone insieme i motivi

Shuttleworth felice e contento

Eccoci qua. Dopo il recente rilascio di Ubuntu 11.04 Natty Narwhal, era necessario un primo articolo dedicato a questa versione.

Le novità di Natty sono concentrate soprattutto nell’aspetto grafico, in particolar modo riguardo al desktop environment “Unity” nuovo di zecca (e sviluppato a tempo di record).

Unity ha portato grande innovazione nel mondo Linux, specialmente per la distribuzione Ubuntu. Nonostante ciò, il leader/astronauta/dittatore benevolo Mark Shuttleworth è stato molto criticato per le sue scelte riguardanti questo ambiente apparentemente in così forte contrasto con GNOME 3 e con il passato in generale.

All’inizio sono rimasto anch’io molto spiazzato da alcuni dettagli che lasciano perplessi, ma ho scoperto che sotto sotto hanno un loro perché.

Una delle prime domande che vengono spontanee è…

Come accidenti faccio ad aprire più volte la stessa applicazione?

Con il “click centrale” sull’icona nel launcher. Quel semisconosciuto clic centrale eseguibile con la rotellina del mouse o, se siete su un notebook, premendo insieme i due tasti del touchpad (o, in alcuni modelli, con il multitouch).

GNOME 3: nel menu contestuale compare la voce "nuova finestra"

Come mai non hanno adottato una soluzione come quella del team GNOME, ovvero aggiungere una voce “Nuova finestra” nel menù a tendina?

La funzionalità è comoda, certo, ma qual’è il prezzo da pagare? L’inconsistenza. La voce “Nuova finestra” può andar bene per la maggior parte delle applicazioni, ma cosa succederebbe se provassimo ad usarla su un software a istanza singola? Invece di aprirsi una nuova finestra, verrebbe portata in primo piano quella già aperta: non sarebbe un comportamento corretto.

Cosa succederebbe, poi, se l’applicazione in questione fosse una come Gimp? Quello che ci serve è aprire una nuova immagine, non un nuovo Gimp. Scegliendo “Nuova finestra”, verrebbe caricata una nuova, completa, pesante e inutile istanza di Gimp con tutte le sue simpatiche finestrelle sparse per il desktop.

Adesso, la scelta di Mark Shuttleworth e del suo team non sembra più sensata? È meglio che sia l’applicazione stessa a scegliere di mostrare o meno una voce del genere. Per esempio, su Firefox potremmo avere una voce “Nuova scheda”, al posto di “Nuova finestra”.

Che fine hanno fatto le icone di notifica nella tray del pannello superiore?

Le icone di notifica1 facevano semplicemente… schifo. Ognuna si mostrava e si comportava come voleva, quindi è stato deciso di toglierle e mostrarne soltanto alcune (quelle delle applicazioni più importanti e fatte male, per esempio Skype) sulla base di una whitelist.

Abbiamo così una tray area pulitissima, estremamente migliore di quell’accozzaglia di icone, spesso totalmente inutili, che invadono Windows.

E non solo: il comportamento di queste icone è finalmente omogeneo. Prendiamo ad esempio la vecchia icona del network manager… un click con il tasto sinistro del mouse mostrava le connessioni disponibili, un click con il tasto destro ci regalava una serie di voci per la configurazione. La stessa cosa però non succedeva con le altre icone, alcune delle quali mostravano lo stesso menù sia con il tasto sinistro che con quello destro, mentre altre non mostravano niente se richiamate con un click destro. Quindi… ogni volta si tentava a caso.

GNOME 3. A sinistra, click sinistro. A destra, click destro.

Direi che è stato un ottimo miglioramento.

Per finire…

Alcune scelte sono state sicuramente un po’ troppo azzardate, e saranno corrette nel prossimo rilascio di Ubuntu. Altre scelte però, così in apparenza controcorrente, penso che rappresentino davvero quel che serve per rendere professionale questo nostro sistema operativo.

Note:
  1. In realtà non so se hanno un nome più specifico, ma dai che avete capito []