Ubuntu 12.04 e il futuro dei menu

Due giorni fa il famoso astronauta ha aggiornato il suo blog con un articolo che introduce HUD (Head-Up Display), ovvero un innovativo sistema di accesso ai menu delle applicazioni che, si spera, arriverà in Precise Pangolin.

Si tratta di digitare in una sorta di casella di ricerca quello che ci serve, e il sistema se ne uscirà suggerendoci le voci di menu più adatte. Niente male. Siccome oggi non ho troppa voglia di scrivere vi rimando al post originale di Shuttleworth (c’è anche un video)… voglio solo sottolineare che questa roba si attiverà alla pressione del tasto ALT, sarà compatibile con tutte le applicazioni compatibili con global-menu (quindi anche qt, firefox, ecc) e soprattutto che i vecchi menu sono ancora lì al loro posto, per chiunque volesse continuare a usarli.

Fine.

Recensione di KDE su Ubuntu 11.10 per i fissati di GNOME o Unity

Ogni tanto mi capita di installare KDE sopra GNOME per poi puntualmente pentirmene qualche ora dopo, e ritrovarmi a rimuovere tutte le dipendenze lasciate in giro per il sistema mentre mi punisco fisicamente e prometto di non farlo mai più.

Ultimamente l’ho rifatto. KDE 4.7.2 su Ubuntu 11.10, installato tramite il pacchetto kubuntu-desktop. Probabilmente è la prima volta che non lo disinstallo… almeno fino alla prossima release di Unity (LTS).

Oxygen e il – fottuto – padding!

Come più volte ricordato da felipe su Pollycoke, agli utenti con un minimo di gusto estetico non dispiacerebbe avere qualche maledetto pixel intorno ai pulsanti. E non dispiacerebbe nemmeno avere delle interfacce con gli elementi allineati tra di loro. Sarà chiedere troppo?

Eppure sono anni che nessuno si muove… un vero peccato.

Ottimo invece il resto del tema Oxygen. Molto bello e secondo me migliore, sotto certi aspetti, di Ambiance e in genere di tutti i temi GNOME comunemente usati: troppo obesi e con un colore dominante che sa di vecchio.

L’ombra blu di Oxygen intorno alle finestre col focus, poi, è e sarà sempre una cosa inutile ma infinitamente bella.

Preferivo però le icone del vecchio Oxygen. Continua a leggere

Cosa faranno con la 12.04

Shuttleworth ha da poco comunicato le aree di interesse per la prossima release di Ubuntu, ovvero Precise Pangolin1.

Dopo alcune informazioni su cloud e server, si passa al desktop. Come ogni LTS si concentreranno sul correggere problemi senza introdurre funzionalità che non saranno complete, considereranno che sarà un ambiente usato da molte persone, staranno attenti all’upgrade e bla bla bla…

Poi, buttata lì in un angolo, c’è questa frase: “Support for multiple monitors will improve, since that’s a common workplace requirement”. Chi l’avrebbe mai detto che nel 2012 un sistema operativo potesse supportare addirittura monitor multipli? Siamo proprio avanti. It’s magic!

Finalmente, finalmente l’attenzione ai problemi idioti delle distro Linux inizia ad emergere. E ci voleva un astronauta, mentre gli altri stanno lì a litigare per inutili questioni ideologiche.

“Canonical non contribuisce”, la frase del decennio. Ma qualcuno non si accorge che, forse, Canonical sta contribuendo più di chiunque altro.

Note:
  1. E se anche voi speravate in un Penguin, mettetevi l’anima in pace []

Le ultime correzioni alla dash di Oneiric

Più ci avviciniamo alla prossima release di Ubuntu, e più la shell Unity si avvicina a qualcosa di interessante. Giusto per correttezza, osserviamo alcune delle modifiche alla dash.

La mia dash… non è più gaia!

Un po’ di tempo fa segnalavo come il colore assunto dalla dash in certe situazioni non fosse proprio dei più piacevoli. Vediamo i progressi:

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Unity 11.10 prende forma… ma quella sbagliata

Da quando sono stati risolti gli ultimi bug su Ubuntu 11.04, utilizzo piuttosto felicemente Unity per il lavoro quotidiano sul mio notebook. Sto anche testando la prossima release del sistema operativo di Canonical, Ubuntu Oneiric Ocelot, e ci sono molte scelte che mi lasciano perplesso.

Qualche giorno fa l’astronauta ha aggiornato il suo blog, felice di raccontarci i cambiamenti che stanno avvenendo in Unity. Compreso uno screenshot:

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Stampiamo le copertine ufficiali dei CD di Ubuntu 11.04 e successivi

Se vogliamo far provare Ubuntu a qualcuno, è buona regola lasciargli il relativo CD, anche se magari non lo utilizzeranno. Possiamo benissimo fornirlo nella classica custodia spartana in stile “Windows.XP.Pro_Crack_Keygen_FULL_32bit_NO.VIRUS“, ma visto che Ubuntu non è esattamente il massimo della fighezza, cerchiamo almeno di guadagnare qualche punto utilizzando le belle copertine ufficiali.

Ufficiali o quasi. Come per il vecchio articolo “Creare copertine per i cd Ubuntu“, le copertine multipagina prodotte da Canonical non entrano in un foglio A4. Se non abbiamo una stampante adatta, quindi, dobbiamo riadattarle per ottenere una comune copertina:

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Unity: per me è bocciato

Dopo quasi 3 mesi di utilizzo costante, il mio voto per Unity è decisamente negativo. Le idee ci sono e sono buone, certo, ma è ancora un software troppo immaturo per essere utilizzato quotidianamente1.

Tra gli infiniti problemi posso citare le “finestre invisibili” che ogni tanto spuntano dal nulla e che nessuno riesce a risolvere (bug #755459 e tanti altri uguali). Per continuare ci sono le applicazioni che, una volta ridotte a icona nel launcher, non ne vogliono sentire di ripristinarsi alle dimensioni normali. Vogliamo parlare poi dello strano fenomeno che vede la GUI di alcune applicazioni (come Thunderbird, Firefox e Skype) “rompersi” mostrando buchi trasparenti e comportandosi in modo indescrivibile e inusabile? Oppure di quelle altre applicazioni che non ricevono il focus neanche se le minacci? O di quelle che non si chiudono? Continua a leggere

Note:
  1. A meno che non abbiate la mia stessa attrazione verso il rischio irresponsabile []

Le criticabili scelte di Unity… vediamone insieme i motivi

Shuttleworth felice e contento

Eccoci qua. Dopo il recente rilascio di Ubuntu 11.04 Natty Narwhal, era necessario un primo articolo dedicato a questa versione.

Le novità di Natty sono concentrate soprattutto nell’aspetto grafico, in particolar modo riguardo al desktop environment “Unity” nuovo di zecca (e sviluppato a tempo di record).

Unity ha portato grande innovazione nel mondo Linux, specialmente per la distribuzione Ubuntu. Nonostante ciò, il leader/astronauta/dittatore benevolo Mark Shuttleworth è stato molto criticato per le sue scelte riguardanti questo ambiente apparentemente in così forte contrasto con GNOME 3 e con il passato in generale.

All’inizio sono rimasto anch’io molto spiazzato da alcuni dettagli che lasciano perplessi, ma ho scoperto che sotto sotto hanno un loro perché.

Una delle prime domande che vengono spontanee è…

Come accidenti faccio ad aprire più volte la stessa applicazione?

Con il “click centrale” sull’icona nel launcher. Quel semisconosciuto clic centrale eseguibile con la rotellina del mouse o, se siete su un notebook, premendo insieme i due tasti del touchpad (o, in alcuni modelli, con il multitouch).

GNOME 3: nel menu contestuale compare la voce "nuova finestra"

Come mai non hanno adottato una soluzione come quella del team GNOME, ovvero aggiungere una voce “Nuova finestra” nel menù a tendina?

La funzionalità è comoda, certo, ma qual’è il prezzo da pagare? L’inconsistenza. La voce “Nuova finestra” può andar bene per la maggior parte delle applicazioni, ma cosa succederebbe se provassimo ad usarla su un software a istanza singola? Invece di aprirsi una nuova finestra, verrebbe portata in primo piano quella già aperta: non sarebbe un comportamento corretto.

Cosa succederebbe, poi, se l’applicazione in questione fosse una come Gimp? Quello che ci serve è aprire una nuova immagine, non un nuovo Gimp. Scegliendo “Nuova finestra”, verrebbe caricata una nuova, completa, pesante e inutile istanza di Gimp con tutte le sue simpatiche finestrelle sparse per il desktop.

Adesso, la scelta di Mark Shuttleworth e del suo team non sembra più sensata? È meglio che sia l’applicazione stessa a scegliere di mostrare o meno una voce del genere. Per esempio, su Firefox potremmo avere una voce “Nuova scheda”, al posto di “Nuova finestra”.

Che fine hanno fatto le icone di notifica nella tray del pannello superiore?

Le icone di notifica1 facevano semplicemente… schifo. Ognuna si mostrava e si comportava come voleva, quindi è stato deciso di toglierle e mostrarne soltanto alcune (quelle delle applicazioni più importanti e fatte male, per esempio Skype) sulla base di una whitelist.

Abbiamo così una tray area pulitissima, estremamente migliore di quell’accozzaglia di icone, spesso totalmente inutili, che invadono Windows.

E non solo: il comportamento di queste icone è finalmente omogeneo. Prendiamo ad esempio la vecchia icona del network manager… un click con il tasto sinistro del mouse mostrava le connessioni disponibili, un click con il tasto destro ci regalava una serie di voci per la configurazione. La stessa cosa però non succedeva con le altre icone, alcune delle quali mostravano lo stesso menù sia con il tasto sinistro che con quello destro, mentre altre non mostravano niente se richiamate con un click destro. Quindi… ogni volta si tentava a caso.

GNOME 3. A sinistra, click sinistro. A destra, click destro.

Direi che è stato un ottimo miglioramento.

Per finire…

Alcune scelte sono state sicuramente un po’ troppo azzardate, e saranno corrette nel prossimo rilascio di Ubuntu. Altre scelte però, così in apparenza controcorrente, penso che rappresentino davvero quel che serve per rendere professionale questo nostro sistema operativo.

Note:
  1. In realtà non so se hanno un nome più specifico, ma dai che avete capito []

Ubuntu: generare notifiche in modo semplice

Su Ubuntu, a volte potremmo avere la necessità di mostrare all’utente una notifica per informarlo su qualche importante evento del nostro software. Il metodo più rapido che esiste è quello di usare un programma esterno: libnotify-bin.

Una volta installato, possiamo inviare notifiche con comandi del tipo «notify-send "titolo" "testo"». Potete provare anche da un terminale.

Per la lista di tutte le opzioni disponibili… c’è sempre il manuale ;-)